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Triumph Tiger 955i: graffiante inglese
L'articolo completo su Motociclismo Maggio 2001

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Spesso le apparenze ingannano, e in casa Triumph, dietro le mentite spoglie di una paciosa enduro, hanno nascosto un felino con 105 cavalli; le modifiche al propulsore hanno dato l'effetto voluto, aumentando l'indole aggressiva della Tiger che, se in apparenza non sembra aver cambiato pelle, sotto la carrozzeria nasconde interessanti novità.

Le linee morbide dell'enduro inglese si propongono in un segmento in cui le possibilità non mancano: da una parte le nuove tendenze, rappresentate dalla Cagiva Navigator, da un'altra sontuose tourer mascherate da enduro, leggi Honda Varadero, e da un altro estremo, le linee innovative dell'ultima nata Aprilia Capo Nord, senza dimenticare la R1150GS BMW; moto tutte eterogenee per stile ma confrontabili per destinazione.
La linea della Triumph è la stessa di due anni fa,
morbida e aggraziata con proporzioni molto bilanciate e un caratteristico cupolino a forma di freccia; la qualità poi non è in discussione come si può notare dalle splendide verniciature e dalla realizzazione dei vari elementi della moto. Ottimo quadro comandi, perfettamente intonato con lo spirito della moto.


Parlando dell'unico tre cilindri da enduro, non si può fare altro che evidenziarne i miglioramenti sotto ogni aspetto: più potenza, più coppia, più trattabilità e più fluidità, il tutto coadiuvato da un buon cambio e un basso tasso di vibrazioni. Insomma, il tre cilindri Triumph persegue gli obiettivi di fluidità e dolcezza d'erogazione comuni a tutte le più quotate concorrenti.

La ciclistica è abbastanza atipica, con forcellone senza leveraggi progressivi e le altre quote decisamente abbondanti, donando alla moto un comportamento decisamente stabile e preciso, unito ad un buon riparo aerodinamico, che si intona alla perfezione con le gustose caratteristiche di pastosità del propulsore che, sotto questo aspetto, diventa il nuovo riferimento della categoria: basti pensare che in sesta marcia (peraltro piuttosto corta), a soli 1.500 giri indicati, riprende con una elasticità e un vigore davvero inaspettati. Ai medi regimi, poi, la coppia a disposizione è notevole e l'erogazione sempre dolce. Solo in alto, per via di un leggero calo della curva di potenza, il tre cilindri Triumph schizza senza esitazioni fino a 9.500 giri, senza però entusiasmare. Insomma, sembra fatto apposta per viaggiare e per sorpassare in piena sicurezza, anche in coppia.


Sulle strade più tortuose la Triumph mostra qualche limite rispetto alle concorrenti più votate al divertimento su strada, piuttosto lenta nei cambi di direzione per via del peso (242,4 kg, 7 in più della precedente versione e 5 in più della Varadero), non è parsa rigorosa quanto le concorrenti neppure in percorrenza di curva. Nella guida sportiva, l'Aprilia Caponord, la BMW GS o la Cagiva Navigator hanno certamente qualche piccolo vantaggio. Ben inteso, pure la Tiger se la cava egregiamente, ma predilige lunghi rettilinei e curve ad ampio raggio, un comportamento molto simile alla Honda Varadero, rispetto alla quale offre però un maggior rendimento in frenata, col solo neo del disco posteriore incline al bloccaggio.

 

Infine, il prezzo, 10.800 Euro, in linea con le concorrenti, rispetto alle quali la Tiger non fa mancare nulla, nemmeno quel pizzico di brio sportivo.