Le Mutazioni  della Tigre

 

Quando la fabbrica fu rilevata dall'industriale inglese John Bloor , dopo qualche anno di sviluppo venne presentato il primo motore tre cilindri, quello della serie T3, a carburatori. All' epoca si parlò di "troppa somiglianza" con il quattro cilindri Kawasaki (la serie gpz 900..).L'unica cosa che avevano in comune era lo stesso stadio di sviluppo tecnologico, visto che le differenze erano presenti, basti pensare alla disposizione della catena di distribuzione (centrale per la Giapponese, laterale per la Inglese).

Il primo Tiger, se non ricordo male, è stato presentato al salone di Monaco nel 1993, destando scalpore, in quanto la più frazionata e "ingombrante "tra le allora attuali maxienduro. Si poneva al vertice sia nelle prestazioni che nella guida su asfalto, tanto da essere considerata più  una granturismo che una moto da deserto, alle quali si ispiravano le grosse enduro stradali dell'epoca.

Nel corso degli anni la moto è rimasta pressoché la stessa con leggeri aggiornamenti  nelle grafiche. In Italia non ha avuto molta fortuna, comunque, ha saputo ritagliarsi una  bella fetta di mercato, sopratutto nell'Europa del nord. Questo è visibile dal numero di club, gruppi che apprezzano l'Endurone di Hinkley con sede in Germania, Svizzera, Francia...

La vera rivoluzione c'è stata nel 1999, quando dopo aver presentato la nuova gamma di moto sportive (Daytona e speed triple) con il nuovo motore della serie T5,  tricilindrico a iniezione nato dalla collaborazione con la Lotus Ingenering,  Triumph ha rinnovato completamente la Tiger. Nuovo telaio, nuovo motore sempre di 885 cm3 , derivato dalla naked speed triple,  ma rivisto nell'erogazione per rendere i medi ancora più corposi. Miglioramenti anche ai freni e alla ciclistica nonché una linea più morbida e meno massiccia, ma sempre molto originale.

Il motore seppur fluidissimo mancava della grinta necessaria per stare al passo con le nuove rivali, che con il tempo si erano fatte sempre più potenti e dotate in fatto di coppia. Nel 2001 come nel '99 Triumph , per dare un pizzico di brio in più al tigrotto, l'ha dotato del motore dell'attuale speed triple , che con il tempo era salito di clindrata fino agli attuali 955 cm3 ponendolo con i suoi 104 cv ai vertici della categoria. In questa configurazione la Tiger ha acquisito una buona dose di coppia in più nonché una fluidità sconosciuta alle concorrenti a due cilindri.

Nel 2004 viene presentato l'ultimo aggiornamento della maxienduro inglese, con modifiche che hanno migliorato la guidabilità  come la riduzione dell' interasse, l'aggiunta della regolazione in compressione per il  mono e delle molle forcella più rigide. Ma le modifiche che più saltano all' occhio sono il nuovo forcellone scatolato e i nuovi cerchi in lega a sette razze che permettono il montaggio di pneumatici toubless.

Nel 2006 viene presentata la nuova Tiger 1050 del tutto rinnovata qualcosa di simile dal prototipo che il grande Carlo Talamo aveva già indicato , sinonimo di genio e sregolatezza quale era il suo creatore.

 

La nuova tiger cresce nella cilindrata forte del motore derivato dalla sorella sportiva speed triple. cambia anche il telaio che passa ad un pressofuso in alluminio, come vuole la nuova tendenza stradale le ruote passano da 19 a 17 per una vocazione stradale al 100%. Col crescere della potenza freni e sospensioni vengono adeguati con particolari da vera sportiva.